Partendo dalla splendida isola di Agusta in Raja Ampat, dove siamo ospiti dell’incantevole Agusta Eco Resort, andiamo alla ricerca di diverse specie di cavallucci marini.

Il loro genere è Hippocampus e fanno parte  della famiglia Syngnathidae. Sono attualmente conosciute 54 specie di pesci d’acqua salata chiamati comunemente cavallucci marini o ippocampi, perchè la testa assomiglia a quella di un cavallo.

I cavallucci di mare del Raja Ampat

Tutti gli appartenenti al genere Hippocampus hanno le stesse caratteristiche fisiche. Al contrario della maggioranza degli altri pesci si sviluppano in altezza piuttosto che in lunghezza. Hanno quindi una posizione eretta, anche se durante il nuoto assumono una posizione più idrodinamica, con la testa in avanti.

I cavallucci di mare del Raja Ampat

Il collo è arcuato in avanti, la testa assomiglia, con un po di fantasia, al muso di un cavallo , con l’ apparato buccale allungato e tubolare. Le pinne pettorali sono posizionate dopo le aperture branchiali, e assomigliano come forma a delle orecchie equine. Il dorso è piuttosto dritto con una pinna dorsale mentre il ventre è arrotondato. La pinna caudale è un allungamento del corpo, è mobile e prensile, viene usata sia per gli spostamenti che per ancorarsi al fondale o alle alghe. Durante il nuoto sovente è arrotolata su sé stessa.

I cavallucci di mare del Raja Ampat

Tutto il  corpo è coperto da una corazza ossea, in molte specie vediamo anche spigoli e aculei che fanno del cavalluccio marino una preda poco appetitosa.

I cavallucci di mare del Raja Ampat

Comunque è Il mimetismo la vera arma di difesa dell’ ippocampo , in alcune specie , specialmente i cavallucci pigmei, risulta difficilissimo individuarli dall’ ambiente circostante.

I cavallucci di mare del Raja Ampat

Le dimensioni variano molto, come anche la colorazione. Comunemente si vedono neri , marroni con tante sfumature che arrivano fino al beige , gialli , arancioni , verdi . Straordinarie le colorazioni dei pigmei , dal rosa al giallo fino al grigio bluastro con tubercoli rossi dal rosso al nero.
Hanno la vescica natatoria, organo  contenente ossigeno e altri gas, che gli permette il galleggiamento e li aiuta nel nuoto.

La caratteristica più stupefacente rimane la riproduzione

Dopo un rituale di accoppiamento fatto di brevi nuotate o piccole danze che può richiedere anche due o tre giorni la femmina produce le uova che depone in una speciale sacca nel ventre del maschio, situata vicino all’apertura anale. Qui il maschio le feconda e le tiene in incubazione per alcune settimane. Alla schiusa, il maschio espelle i piccoli con delle contrazioni addominali simili al parto, evento rarissimo in natura, chiamato gravidanza maschile. Abitualmente nascono circa 500 piccoli. Sono animali monogami e formano coppie stabili per la vita. Oggi siamo fortunati , abbiamo trovato una coppia di Pigmei dalla rara colorazione gialla con il maschio incinto.

I cavallucci di mare del Raja Ampat

Al contrario del loro aspetto bonario e un poco goffo sono invece predatori eccellenti , si nutrono di plancton, piccoli crostacei e anfipodi aspirandoli con il loro muso tubolare con una velocità incredibile , quasi invisibile per occhi umani.

I cavallucci marini vivono in quasi tutte le acque del mondo tranne quelle glaciali, solitamente vicino alle coste dove trovano riparo e dove potersi ancorare con la lunga coda prensile. Sono molto diffusi nelle barriere coralline e nelle praterie di Posidonia oceanica o dove si possano mimetizzare tra le alghe.

I cavallucci di mare del Raja Ampat

Tutte le specie del genere Hippocampus sono inserite nella Appendice II della Convention on International Trade of Endangered Species : CITES ( convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione).

Nonostante ci siano divieti internazionali, in molti paesi è pescato per essere poi venduto essiccato come souvenir. La minaccia più grave arriva però dalla medicina cinese e di altri paesi asiatici che li usa a scopo curativo specialmente sul mercato asiatico. Tra le varie malattie o disturbi che vengono curati con preparati a base di cavallucci marini indovinate un pò : impotenza e sterilità ! Nonostante sia stato ampiamente dimostrato scientificamente l’assoluta inefficacia di questi preparati ancora si fa strage di questi poveri pesciolini per assurde credenze popolari. Inoltre circa una ventina di specie sono in pericolo a causa della pesca a strascico industriale per i gamberetti.

Le forme particolari dei cavallucci marini hanno colpito l’immaginazione di alcuni popoli antichi, che li ritenevano  animali divini. Sul sarcofago egizio di Padiamun , della XXVI dinastia ( VII-VI secolo a.c. ) nel Museo di Liverpool, sono rappresentate due immagini di cavallucci marini all’altezza di ciascuna spalla del coperchio esterno. Il titolare del sarcofago, di nome Padiamun, era capo navigazione della barca di Amon.

I cavallucci di mare del Raja Ampat

Nella  mitologia greca e romana  il dio del mare Poseidone ( Nettuno ) è spesso raffigurato con un carro trainato da ippocampi come nello splendido mosaico romano che raffigura Nettuno sul carro con una coppia di Ippocampi del III sec. d. C., nella villa dell’Uadi Blibane. (Sousse, Tunisia, Museo archeologico). Il cavalluccio marino si trova raffigurato anche in dipinti e mosaici spesso come animale mitologico.

I cavallucci di mare del Raja Ampat

In Raja Ampat meritano una menzione speciale i cavallucci marini pigmei , piccolissimi pesci ossei che misurano appena da 1 a 2 centimetri di lunghezza.

Campioni mondiali di mimetismo alcuni come il Bargibanti ( Hippocampus Bargibanti) hanno tubercoli sul corpo che imitano i polipi delle gorgonie su cui vivono, abitualmente del genere Muricella ,  rendendoli praticamente invisibili.

I cavallucci di mare del Raja Ampat

Possono essere solitari o in piccoli gruppi di 4-5 esemplari , specialmente durante il periodo riproduttivo si possono vedere a coppie a volte con il codino ancorato allo stesso rametto di corallo

I cavallucci di mare del Raja Ampat

Abitualmente vivono tra i 10 e i 40 metri di profondità.

Vennero scoperti per caso in Nuova Caledonia nel 1930 : un naturalista , Georges Bargibant , aveva raccolto un ramo di gorgonia e portatolo in laboratorio vide staccarsi un piccolo esserino che risultò poi essere una cavalluccio marino. In seguito nel 1970 un ittiologo australiano , Gilbert Percy Whitley , studiò l’animale e lo descrisse ufficialmente come nuova specie.

Non si sapeva quasi nulla della sua biologia in natura , ma grazie ai fotografi subacquei specialmente verso la fine degli anni 90 e dal 2000 in avanti si è cominciato ad averne più ampia documentazione.

Una variante più rara è di colore giallo brillante

I cavallucci di mare del Raja Ampat

I Cavallucci Pigmei Denise  ( Hippocampus Denise ) sono di colore rosa-arancio assolutamente uguale al ventaglio di corallo su cui passano tutta la vita , di solito Anella Reticulata, Muricella o Echinogorgia. Molto piccoli , il corpo è più sottile degli altri pigmei e il musetto è caratteristicamente rivolto verso l’ alto dandogli un aspetto un pò triste. Sono stati visti anche a notevoli profondità , fino a 90 metri e sono stati descritti per la prima volta solo nel 2003.

I cavallucci di mare del Raja Ampat

Altri ancora, i Pontohi ( Hippocampus Pontohi ) sono i più piccoli e sono stati descritti per la prima volta solo nel 2008. Si attaccano con il codino a briozoi o piccole alghe e variano la livrea prendendo la stessa tinta del substrato su cui vivono. Spesso forniti di appendici dorsali simili a piccole braccia.  Di solito dai 3 ai 30 metri di profondità,  si possono vedere , per chi ha buoni occhi , di colore giallo con macchie bianche o bruno rossiccio fino al nero.

I cavallucci di mare del Raja Ampat

I cavallucci di mare del Raja Ampat

Volete vedere questi cavallucci ? Fidatevi dell’ esperienza delle guide dell’ Agusta Eco Resort. Dalle grandi mante oceaniche ai pigmei, il Raja Ampat  è il centro mondiale della biodiversità marina. Non rimarrete certamente delusi!